Descrizione
Il Palazzo, attualmente di proprietà dei conti Lechi, fu originariamente commissionato dalla famiglia Polini nel XVI secolo. La sua costruzione avvenne tra il 1723 e il 1730 per volere dei fratelli Polini. Dopo un periodo di sequestro da parte dell'Austria, il palazzo tornò in possesso della famiglia Lechi. Il Palazzo Polini Lechi è descritto come un' "imponente mole austera" che si staglia al di fuori del vecchio borgo. È considerato un palazzo rurale "incompiuto," in quanto presenta solo due delle quattro torri originariamente previste. Questa incompletezza, nonostante il palazzo sia stato commissionato da una famiglia di spicco e successivamente posseduto dai conti Lechi, suggerisce possibili cambiamenti nelle fortune familiari, evoluzioni nelle mode architettoniche o più ampie instabilità economiche e politiche nella regione che hanno impedito la piena realizzazione del progetto grandioso. Questo dettaglio aggiunge una dimensione narrativa umana ed economica alla descrizione architettonica. L'edificio, con i suoi mattoni a vista, possiede un fascino particolare dato dall'elegante semplicità delle sue linee. All'interno, si apre un vasto cortile affiancato da basse costruzioni che terminano con torri colombaie. L'ampio "brolo" (orto/frutteto) è cinto da mura con sei torri. Tra le opere d'arte che un tempo adornavano il palazzo, viene menzionata un' "Assunzione della Madonna" di G.B. Pittoni.